-
Mps: i soci bocciano il piano Lovaglio e aprono la strada a Intesa
Mps: i soci bocciano il piano Lovaglio e aprono la strada a Intesa
Gli azionisti Mps respingono le ops su Banco Bpm e Banca Generali e la fusione con Mediobanca. Cosa manca all'opas di Intesa.
Gli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena hanno respinto il 29 ottobre, nell’assemblea straordinaria di Siena, tutto il piano con cui l’amministratore delegato Luigi Lovaglio voleva contrastare l’offerta pubblica di acquisto e scambio (opas) di Intesa Sanpaolo. Sono state bocciate le due offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali e, in mattinata, la fusione per incorporazione di Mediobanca.
Il voto toglie di mezzo l’ostacolo principale all’operazione di Intesa, che aveva legato la propria offerta proprio all’esito di questa assemblea. L’opas da 31,4 miliardi di euro però non è ancora partita. Mancano l’approvazione Consob del documento di offerta, alcune autorizzazioni estere e la decisione dell’Antitrust, e il periodo in cui i soci Mps potranno aderire non ha ancora una data.
Come sono andati i voti e cosa prevedeva il piano Lovaglio
In assemblea era rappresentato il 65,85% del capitale. Secondo i dati annunciati dal presidente Cesare Bisoni, l’offerta su Banco Bpm ha raccolto il 91,1% di voti contrari, il 6,47% di favorevoli e il 2,41% di astenuti, mentre quella su Banca Generali è stata respinta dal 90,9% del capitale presente, con il 6,66% di sì. La fusione con Mediobanca, che richiedeva i due terzi dei voti, si è fermata al 32,91% di favorevoli contro il 63,65% di contrari. Non hanno partecipato il ministero dell’Economia (4,9%) e Banco Bpm (3,7%), in conflitto di interessi in quanto destinatario di una delle offerte.
Il progetto prevedeva due offerte interamente in azioni Mps per un controvalore complessivo di circa 34 miliardi di euro, affiancate da una distribuzione straordinaria da 4 miliardi, pari a 1,208 euro per azione tra contanti e titoli Generali. Lo scopo dichiarato era costruire un concorrente di Intesa nel credito, nel risparmio gestito e nei servizi alle imprese. Il 3 ottobre Intesa aveva alzato la parte in contanti della sua offerta da 1 a 1,25 euro per azione Mps, avvertendo che avrebbe lasciato decadere l’opas se l’assemblea avesse approvato anche una sola delle due operazioni.
L’esito era atteso dopo le scelte dei soci principali. Delfin, primo azionista con il 17,56%, si è impegnata ad aderire all’opas, e lo stesso hanno fatto il gruppo Caltagirone e la holding dei Benetton. Insieme superavano il 33% del capitale, abbastanza per impedire la maggioranza qualificata richiesta in sede straordinaria. Anche i proxy advisor Iss e Glass Lewis, le società che orientano il voto dei fondi, avevano raccomandato il no.
Cosa manca perché l’offerta di Intesa parta
Intesa offre 1,6 azioni di nuova emissione più 1,25 euro in contanti per ogni azione Mps. Con adesione totale il controvalore è di 31,4 miliardi, di cui 27,6 in azioni e 3,8 in denaro. L’offerta ha efficacia solo se Intesa arriva ad almeno il 66,67% del capitale di Mps, una soglia che la banca si è riservata di ridurre. In caso di successo, l’entità giuridica Mps e 635 sportelli passerebbero a Unipol per confluire in Bper, con una cessione prevista nel secondo semestre del 2027.
Il 27 ottobre la Bce e la Banca d’Italia hanno autorizzato Intesa ad acquisire il controllo di Mps e, indirettamente, di Mediobanca, Mediobanca Premier e Compass. Restano i via libera di alcune autorità estere, l’ok della Consob al documento di offerta e l’esame dell’Antitrust, che dovrà valutare anche il 13% circa di Generali detenuto da Mps attraverso Mediobanca. Il periodo di adesione durerà tra 15 e 40 giorni di Borsa aperta, salvo proroga. Il Messaggero indica come possibile l’avvio nella seconda metà di novembre, ma Intesa non ha ancora comunicato date.
Dopo il voto Lovaglio ha contestato quello che ha chiamato il «voltafaccia» di Intesa e ha detto che il voto di Siena è solo un passaggio nella partita sul futuro del Monte. Per chi vuole ricostruire le tappe dell’operazione da giugno a oggi, c’è la cronologia dell’opas di Intesa su Mps pubblicata su financecue.it. Il rendiconto ufficiale non ha ancora confermato l’esito dei punti sulla riduzione di capitale legata al dividendo straordinario, che Startmag dà per respinta.