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La manovra 2027 abroga la tassa italiana da 2 euro sui pacchi extra-Ue
La manovra 2027 abroga la tassa italiana da 2 euro sui pacchi extra-Ue
Il ddl di Bilancio 2027 cancella il contributo nazionale sui pacchi extra-Ue. Dal 1° novembre si paga la fee Ue da 2 euro per articolo.
Il contributo nazionale di 2 euro sulle spedizioni extra-Ue di valore fino a 150 euro non partirà il 1° gennaio 2027. L'articolo 30 del disegno di legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre e bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, abroga le tre disposizioni della legge 199/2025 (articolo 1, commi 126-128) che lo avevano istituito. La misura era già stata rinviata quattro volte. Fino al voto finale del Parlamento l'abrogazione resta una proposta del governo.
Da ieri, 1° novembre, si applica invece in tutta l'Unione la Union handling fee, una tassa di gestione doganale di 2 euro per ogni tipologia di articolo dichiarata nelle vendite a distanza da Paesi extra-Ue, senza soglia di valore. Si somma al dazio forfettario di 3 euro per tipologia di articolo, in vigore dal 1° luglio sulle spedizioni fino a 150 euro. Entrambi gli importi sono dovuti da chi presenta la dichiarazione in dogana, cioè piattaforme, venditori od operatori della spedizione, che possono però trasferirli sul prezzo pagato dal cliente.
Come si contano i prelievi e perché il contributo italiano salta
L'importo è fissato dal regolamento delegato (UE) 2026/2152 della Commissione, pubblicato in Gazzetta ufficiale Ue il 22 ottobre, che attua l'articolo 20 del nuovo Codice doganale dell'Unione, il regolamento (UE) 2026/2108. Il conteggio segue le voci della dichiarazione doganale e non i singoli pezzi. Un pacco con dieci magliette paga 2 euro di handling fee, uno con magliette e cappelli ne paga 4. Secondo l'avviso del 23 ottobre dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, dalla stessa data le dichiarazioni devono riportare anche gli identificativi di prodotto, come il codice articolo del venditore, usati per l'analisi dei rischi.
Le due voci europee hanno durata diversa. Il dazio da 3 euro, introdotto dopo l'eliminazione della franchigia sotto i 150 euro, è transitorio e resta fino all'avvio della piattaforma doganale unica EU Customs Data Hub, prevista per il 2028. La handling fee non ha scadenza, perché serve a coprire i costi dei controlli su un flusso che la Commissione europea stima in 4,6 miliardi di piccoli pacchi entrati nel 2024, per il 91% dalla Cina. Il funzionamento del dazio transitorio è ricostruito nel pezzo sulle nuove regole doganali per gli acquisti online sotto i 150 euro.
Il contributo italiano valeva 2 euro per spedizione, non per articolo, e sarebbe stato riscosso dall'Agenzia delle dogane all'importazione. La relazione illustrativa del ddl collega l'abrogazione all'entrata in vigore del nuovo Codice doganale. Senza il taglio, da gennaio un pacco con una sola tipologia di articolo avrebbe sommato 7 euro di prelievi prima dell'Iva.
Quanto costa la rinuncia e cosa non è ancora deciso
La relazione tecnica alla manovra quantifica la perdita di gettito in 91,3 milioni di euro l'anno dal 2027. Quando il contributo fu introdotto la stima era di circa 245 milioni annui. Il ricalcolo tiene conto di un calo dei volumi del 7,6% dovuto ai prezzi più alti e di un tasso di elusione ipotizzato al 20%. Sul saldo netto da finanziare l'effetto resta negativo per 245 milioni, perché vanno azzerate le entrate già iscritte nel bilancio dello Stato. Per confronto, il direttore dell'Agenzia delle dogane Roberto Alesse ha riferito al Sole 24 Ore che il dazio europeo da 3 euro ha generato 83 milioni di euro nei primi due mesi di applicazione.
Restano due punti non confermati. Il primo è l'abrogazione stessa, che diventa definitiva solo con l'approvazione della legge di bilancio, attesa entro il 31 dicembre dopo il passaggio alla Camera e al Senato, e che può cambiare con gli emendamenti. Il secondo è quanto della handling fee finirà davvero sul prezzo al consumatore, una scelta che spetta alle singole piattaforme e su cui non esistono ancora dati.
Domande frequenti
La handling fee da 2 euro viene restituita se si fa il reso?
No. La tassa di gestione unionale è un prelievo permanente e non rimborsabile. Se l'articolo torna indietro, il venditore restituisce il prezzo secondo le proprie condizioni, ma i 2 euro versati in dogana per quella voce non vengono recuperati, nemmeno quando il reso dipende da un difetto della merce.
I 2 euro si pagano anche sui regali spediti da privati fuori dall'Ue?
No. La handling fee si applica alle vendite a distanza, cioè agli acquisti che un consumatore fa da un'impresa con sede fuori dall'Unione. Ne restano esclusi i regali spediti da un privato a un altro e gli scambi tra imprese. Per i regali valgono le regole ordinarie, con esenzione dai dazi fino a 45 euro di valore.
La tassa vale anche per gli acquisti dal Regno Unito o dagli Stati Uniti?
Sì. La handling fee si applica a tutte le merci vendute a distanza da Paesi che non fanno parte dell'Unione europea, quindi anche ai siti britannici, statunitensi o svizzeri e non solo alle piattaforme cinesi. Conta che la merce venga importata da fuori dall'Ue, non la nazionalità del venditore.