Manovra 2027

Ddl Bilancio 2027: la scuola perde 6.974 posti per 251,7 milioni l’anno

Il ddl di Bilancio 2027 toglie 4.925 posti docenti e 2.049 ATA dal 2027/28, con un risparmio stimato di 251,7 milioni l’anno.

02 novembre 2026 15:40
Ddl Bilancio 2027: la scuola perde 6.974 posti per 251,7 milioni l’anno - Canva
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Il disegno di legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, riduce di 6.974 posti gli organici della scuola statale a partire dal 1° settembre 2027. La norma è all'articolo 66, comma 5. Toglie 4.925 posti all'organico dell'autonomia dei docenti e 2.049 al personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), cioè segreterie, tecnici di laboratorio e collaboratori scolastici.

La relazione tecnica che accompagna il testo, nelle tabelle ricostruite dall'agenzia LaPresse, stima un risparmio di 83,9 milioni di euro nel 2027 e di 251,7 milioni l'anno dal 2028. Con le riduzioni già decise dalla manovra per il 2025, i posti in meno salgono a 14.808 in tre anni scolastici. Il testo, bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, ha l'autorizzazione del Quirinale alla presentazione alle Camere, ma non è ancora consultabile sui siti del Parlamento e può cambiare durante l'esame.

Come si arriva a 14.808 posti e perché il risparmio cresce dal 2028

Il nuovo taglio modifica la legge 30 dicembre 2024, n. 207, che aveva già fissato due riduzioni. La prima, di 5.660 posti docenti, è scattata nel 2025/26 sui posti comuni e su quelli di potenziamento, mentre il sostegno è cresciuto di 1.866 posti. Il decreto interministeriale di attuazione ne ha poi contati 5.667, secondo l'informativa ai sindacati diffusa da CISL Scuola. La seconda, di 2.174 posti ATA, vale dal 2026/27 ed è stata concentrata sui collaboratori scolastici delle secondarie di secondo grado.

Sommate, le due manovre portano a 10.585 i posti di docente e a 4.223 quelli ATA che escono dagli organici tra il 2025/26 e il 2027/28. La relazione tecnica motiva la nuova riduzione con il calo demografico e la conseguente diminuzione degli studenti.

La distanza tra le due cifre di risparmio dipende dal calendario. Il taglio decorre da settembre, quindi nel 2027 incide su quattro mensilità su dodici, e infatti 83,9 milioni sono esattamente un terzo di 251,7. Dividendo il risparmio annuo per i posti soppressi si ottengono circa 36.100 euro per posto, una media tra docenti e ATA che nelle anticipazioni della relazione tecnica non compare in forma esplicita.

Cosa succede nelle scuole e cosa resta da decidere

Le anticipazioni sul testo non dicono come i 4.925 posti docenti si ripartiscano tra ordini di scuola, regioni e tipologie di posto. Per la manovra 2025 la distribuzione è arrivata mesi dopo, con i decreti firmati dal ministero dell'Istruzione e del Merito insieme al ministero dell'Economia. Il taglio ATA, per esempio, è stato attuato con il decreto 3 novembre 2025, n. 211.

La senatrice di Fratelli d'Italia Ella Bucalo sostiene che la norma riguardi solo l'organico di potenziamento, i docenti aggiuntivi introdotti dalla legge 107/2015 per progetti e recupero, e che si tradurrà nella mancata sostituzione di una parte dei pensionamenti, senza esuberi. A sostegno cita una perdita di 100.000-120.000 iscritti l'anno. La lettura potrà essere verificata solo sul testo depositato. Il responsabile istruzione della Lega Mario Pittoni ha detto che la misura non lo entusiasma e ha chiesto correzioni, mentre il ministro Giuseppe Valditara, fino a domenica 1° novembre, non era intervenuto.

Sul fronte opposto, Uil Scuola chiede di cancellare i tagli e l'Anief sta preparando emendamenti. Pd e M5s contestano l'uso della denatalità come motivazione e ricordano che il ministero aveva definito transitoria la riduzione del 2025. Resta da confermare il numero finale dei posti, che dipende dal voto parlamentare, e la loro ripartizione, che sarà fissata solo dai decreti attuativi.

Domande frequenti

Quando diventano definitivi i tagli alla scuola della manovra 2027?

Il disegno di legge deve essere approvato prima dalla Camera e poi dal Senato entro il 31 dicembre 2026, per evitare l'esercizio provvisorio. Fino al voto finale il numero di 6.974 posti può essere modificato dagli emendamenti. Se confermata, la riduzione si applicherà agli organici dal 1° settembre 2027, cioè dall'anno scolastico 2027/28.

Il taglio dei posti nella scuola comporta licenziamenti?

La riduzione riguarda la dotazione organica, cioè il numero di posti finanziati dallo Stato, e non i contratti a tempo indeterminato già in essere. Diminuiscono i posti disponibili per immissioni in ruolo e incarichi. Secondo la maggioranza l'effetto si tradurrà nel mancato rimpiazzo di una parte dei pensionamenti, ma la ripartizione sarà nota solo con i decreti attuativi.

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