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La banca centrale olandese sposta 86 tonnellate d'oro a Londra
La banca centrale olandese sposta 86 tonnellate d'oro a Londra
Tra marzo e agosto 2026 DNB ha venduto e ricomprato gran parte del metallo invece di trasportarlo
La Nederlandsche Bank ha spostato a Londra 86 tonnellate dell'oro che teneva depositato a New York e a Ottawa. L'operazione si è svolta tra marzo e agosto 2026 ed è stata resa nota il 2 settembre dalla stessa banca centrale olandese. Si tratta di poco più di un quarto delle quasi 313 tonnellate custodite nei due paesi nordamericani e di circa il 14% delle 612,4 tonnellate che compongono l'intera riserva aurea del paese.
Ai valori di fine 2025, quando DNB valutava l'intera riserva 72,2 miliardi di euro, la quota trasferita corrisponde a poco più di 10 miliardi. L'istituto non ha pubblicato un controvalore della sola porzione movimentata, quindi la cifra è una proporzione di quella valutazione e non il prezzo dell'operazione. La ragione dichiarata è il rafforzamento della preparazione alle crisi gravi di fronte alle crescenti tensioni geopolitiche, formula che compare nel comunicato diffuso il 2 settembre senza riferimenti a paesi o governi specifici.
Perché quasi 59 tonnellate non hanno mai attraversato l'Atlantico
La parte più consistente del trasferimento è avvenuta senza camion blindati. DNB ha venduto quasi 59 tonnellate di oro a New York e ne ha acquistata una quantità equivalente a Londra, scegliendo lingotti conformi agli standard internazionali di negoziazione. Sul piano contabile la riserva resta identica, mentre cambia il luogo in cui il metallo si trova e la facilità con cui può essere venduto.
Il resto è stato spostato davvero. Oltre 27 tonnellate hanno lasciato fisicamente Stati Uniti e Canada per il Cashcentrum di DNB a Zeist, nei Paesi Bassi, e una quantità identica di oro già conforme allo standard di mercato è partita da Zeist verso Londra. Il giro serve a evitare la rifusione dei lingotti, cioè la loro rilavorazione in barre di peso e purezza standardizzati, che è costosa e tiene fermo il metallo per settimane.
La banca spiega di aver combinato compravendita e trasporto per distribuire i rischi legati alla movimentazione fisica di grandi quantità e per contenere i costi. C'è anche una ragione operativa dichiarata apertamente, cioè l'aver messo alla prova entrambi i metodi in vista di una crisi futura in cui uno dei due potrebbe non essere praticabile.
La nuova mappa dei depositi olandesi
Prima dell'operazione la quota più grande della riserva stava a New York, con il 31,3%. Ora la città con più oro olandese è Londra, passata dal 18,1% al 32,1%, seguita da Zeist ferma al 30,8%. New York e Ottawa scendono entrambe al 18,5%, una simmetria che DNB presenta come armonizzazione delle percentuali tra i due depositi nordamericani.
La scelta di Londra è legata al funzionamento del mercato del metallo. L'oro depositato presso la Bank of England deve rispettare standard di negoziazione riconosciuti a livello internazionale ed è considerato dalla banca olandese il più facilmente vendibile al mondo, quindi il più rapido da impiegare in un'emergenza. Le riserve a New York e a Ottawa vengono descritte come meno immediatamente utilizzabili, senza che il comunicato precisi in quali termini.
Restano fuori dal documento alcuni elementi che di solito interessano chi guarda ai bilanci delle banche centrali dell'area euro. Non compaiono il costo complessivo della relocazione, i prezzi ai quali sono avvenute le vendite di New York e i riacquisti londinesi, né una data di riferimento per la valutazione dell'oro movimentato. Il presidente Olaf Sleijpen ha dichiarato che l'ipotesi di lavoro resta quella di non dover mai utilizzare la riserva, e che rafforzarne la disponibilità serve comunque a irrobustire la capacità di reazione dell'istituto.