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Accise, taglio di 17 centesimi sul gasolio prorogato al 5 settembre
Accise, taglio di 17 centesimi sul gasolio prorogato al 5 settembre
Il Cdm ha prorogato al 5 settembre lo sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio. Misura da 130 milioni, benzina esclusa.
Il Consiglio dei ministri riunito a Palazzo Chigi mercoledì 26 agosto ha approvato un decreto legge che prolunga fino al 5 settembre la riduzione dell'accisa sul gasolio per autotrazione. Lo sconto resta quello applicato nelle ultime settimane, 14 centesimi al litro di imposta che diventano 17 centesimi alla pompa una volta contata l'IVA. La benzina resta fuori dal provvedimento, come accade dall'inizio di luglio.
Il costo della proroga si aggira intorno ai 130 milioni di euro, cifra riferita da fonti di governo e non ancora confermata da un documento pubblicato. In serata il testo del decreto non risulta in Gazzetta Ufficiale, quindi numero del provvedimento, articolato e copertura definitiva restano non verificabili. Il governo ha fatto sapere che alla scadenza intende sostituire lo sconto valido per tutti con sostegni selettivi sulla base del reddito, dei quali non esistono ancora né le modalità né gli importi.
Come funziona lo sconto e da dove arrivano i soldi
La riduzione agisce sull'aliquota di accisa, l'imposta fissa che si paga su ogni litro a prescindere da quanto costa il carburante. Nel decreto legge di fine luglio, il numero 133 del 2026, l'aliquota sul gasolio usato come carburante era stata portata a 532,90 euro per mille litri contro i 672,90 euro ordinari, secondo il comunicato con cui il Ministero dell'Economia ha annunciato il provvedimento. Il calo di 14 centesimi ne trascina altri 3 di IVA, perché l'imposta sul valore aggiunto si applica in percentuale su un imponibile che comprende l'accisa stessa.
La copertura arriva dalle accise mobili, il meccanismo che permette di impiegare il maggior gettito IVA prodotto dal rincaro internazionale del greggio per abbassare in via temporanea l'imposta sui carburanti. Quando sale il prezzo industriale sale anche l'IVA incassata dallo Stato, e una parte di quel surplus torna alla pompa sotto forma di sconto. Con lo stesso strumento un decreto firmato il 27 luglio dai ministeri dell'Economia e dell'Ambiente aveva coperto due giorni di riduzione con 20,5 milioni di extragettito relativo a giugno.
La cronologia delle ultime settimane spiega perché la proroga dura dieci giorni e non di più. Lo sconto è partito il 28 luglio, è stato prorogato il 4 agosto con un impegno di 245 milioni, è rimasto in vigore fino alla mezzanotte del 24 agosto ed è stato poi esteso di due giorni proprio attingendo alle accise mobili. Il conteggio dell'extragettito maturato in un mese si chiude nei primi giorni di quello successivo, e da quel dato dipende il margine per un intervento più lungo.
Quanto pesa alla pompa e cosa resta aperto dopo il 5 settembre
I prezzi restano ai massimi nonostante la riduzione. Nella rilevazione quotidiana dell'Osservatorio prezzi carburanti del MIMIT del 26 agosto la media self service sulla rete stradale è di 2,017 euro al litro per la benzina e 2,137 euro per il gasolio, mentre in autostrada si sale a 2,092 e 2,208 euro. Il 24 agosto il diesel autostradale era arrivato a 2,204 euro, sopra il record italiano della settimana del 14 marzo 2022, quando la media si fermò a 2,154 euro secondo il confronto del Codacons.
Le stime sul risparmio effettivo vengono dalle associazioni dei consumatori e dal governo, non da una rilevazione indipendente. Il Codacons calcola che dal 4 luglio la benzina sia salita di 19,7 centesimi al litro e il gasolio di 23,8 centesimi, quasi 12 euro in più per un pieno da 50 litri di diesel. Senza il taglio, sulla stessa quantità, il conto crescerebbe di circa 8,50 euro. Confesercenti stima a parità di consumi che a luglio e agosto la spesa per i rifornimenti sia aumentata del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025, fino a 1,8 miliardi di euro in più.
Il gasolio non riguarda solo chi va in vacanza. Resta il carburante prevalente per l'autotrasporto e per una parte rilevante delle attività produttive, e i rincari tendono a spostarsi sui costi di distribuzione delle merci, un passaggio che pesa sui conti delle aziende di logistica e di trasporto prima ancora che sui prezzi al dettaglio. Nei due mesi estivi lo sconto ha ridotto la spesa complessiva per i rifornimenti di circa 300 milioni di euro, secondo il calcolo diffuso dal governo, un beneficio concentrato sul diesel perché per buona parte di luglio la misura non era operativa.
Sul dopo la maggioranza non ha una posizione unica. L'ipotesi di una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, oggetto di una comunicazione del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti insieme a cinque omologhi europei, trova contraria Forza Italia, e il vicepremier Antonio Tajani ha ribadito il no il giorno del Consiglio dei ministri. Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, ha definito insufficiente la proroga e ha chiesto misure strutturali. Le forme dei sostegni annunciati per dopo il 5 settembre verranno decise nei prossimi giorni, e il livello dei prezzi energetici sui mercati internazionali resta la variabile che condiziona sia la copertura sia la durata del prossimo intervento.
Domande frequenti
Il taglio delle accise vale anche per la benzina?
No. Il provvedimento approvato il 26 agosto riguarda soltanto il gasolio usato come carburante. La benzina è rimasta fuori dal perimetro dell'intervento dall'inizio di luglio, quando le aliquote sono tornate ai livelli ordinari, e nessuno dei decreti successivi ha reintrodotto uno sconto sulla verde.
Di quanto scende il prezzo del gasolio alla pompa?
Lo sconto vale 17 centesimi al litro, dati dalla riduzione di 14 centesimi dell'accisa e dai 3 centesimi di IVA che ne conseguono. Su un pieno da 50 litri il risparmio si aggira intorno agli 8,50 euro rispetto al prezzo che si pagherebbe con l'aliquota ordinaria.
Cosa succede al prezzo del gasolio dopo il 5 settembre?
Non è ancora deciso. Il governo ha annunciato l'intenzione di passare a sostegni selettivi sulla base del reddito, senza indicare importi, requisiti né tempi. Se non venisse approvato alcun provvedimento, dal 6 settembre l'accisa tornerebbe all'aliquota ordinaria e i 17 centesimi si ritroverebbero sul prezzo alla pompa.