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Polymarket oscurato in Italia: cosa cambia e come funzionano davvero i mercati predittivi
Polymarket oscurato in Italia: cosa cambia e come funzionano davvero i mercati predittivi
ADM blocca di nuovo Polymarket in Italia: la storia, il caso Lazio e come funzionano davvero i mercati predittivi.
Dal 27 luglio 2026 digitare l'indirizzo di Polymarket da una connessione italiana porta a una pagina dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non più al sito. È il terzo capitolo di una vicenda iniziata nell'ottobre 2025, e riguarda uno dei fenomeni finanziari più discussi degli ultimi due anni, cioè, le piattaforme di prediction market, dove milioni di utenti in tutto il mondo scambiano contratti sull'esito di eventi politici, economici e sportivi usando criptovalute. Capire perché ADM ha deciso di bloccare di nuovo il sito, e cosa significhi davvero "mercato predittivo", aiuta a leggere una vicenda che intreccia diritto del gioco, finanza decentralizzata e libertà di accesso all'informazione.
Cosa è successo: il blocco ADM di luglio 2026
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha disposto un nuovo oscuramento nei confronti di Polymarket, la nota piattaforma decentralizzata di mercati predittivi, imponendo ai fornitori di rete italiani di inibire l'accesso al sito e reindirizzando chi prova a collegarsi verso una pagina che segnala l'assenza delle autorizzazioni necessarie a raccogliere gioco in Italia. L'ADM ha inserito nuovamente il sito tra quelli da oscurare entro il 27 luglio 2026, data che coincide con l'entrata in vigore effettiva del blocco.
Il provvedimento non è isolato. L'aggiornamento della blacklist ha portato con sé 293 nuove voci, e tra queste, oltre a Polymarket, compare anche Kalshi, l'altro grande operatore statunitense di prediction market, segno che ADM sta trattando l'intero comparto come un'unica categoria di rischio piuttosto che come un caso singolo.
Fino a quel momento la situazione italiana era diversa; infatti, il sito risultava normalmente consultabile, permettendo di visualizzare i mercati, le probabilità elaborate dagli scambi e l'andamento delle diverse previsioni, ma senza la possibilità di operare direttamente dall'Italia. Il nuovo provvedimento chiude anche questo spiraglio di sola consultazione.
Una storia già scritta: dal primo blocco al Tar del Lazio
Per capire la portata della decisione bisogna tornare indietro di nove mesi. Polymarket era stata inserita tra i domini inibiti dall'ADM già il 22 ottobre 2025, con un provvedimento che la equiparava a un operatore di scommesse privo delle autorizzazioni necessarie a operare sul mercato italiano. La piattaforma aveva impugnato la decisione, e il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso, ripristinando l'accesso al sito circa due mesi dopo.
Quella vittoria giudiziaria, però, era stata parziale. Il procedimento si era chiuso con l'impegno della piattaforma a mostrare in Italia solo le quote a scopo informativo, senza consentire il gioco diretto, e la natura giuridica della piattaforma non era comunque stata stabilita in modo definitivo. Sul piano legale, in altre parole, la questione era rimasta aperta: un compromesso operativo, non un chiarimento normativo. Il nuovo oscuramento di luglio 2026 riporta quindi il caso al punto di partenza, con la differenza che questa volta coinvolge anche il concorrente diretto Kalshi, ampliando il perimetro della contesa.
Cos'è Polymarket e come funzionano i mercati predittivi
Per chi si affaccia ora alla vicenda, vale la pena spiegare di cosa si parla davvero. Polymarket è un'azienda con sede a New York, fondata nel 2020 da Shayne Coplan, che ha costruito la propria crescita iniziale sui mercati predittivi legati alle politiche sanitarie durante la pandemia di Covid-19.
L'idea di base non è nuova: tre economisti dell'Università dell'Iowa avevano già sviluppato il primo mercato predittivo sperimentale negli anni Ottanta, ma per decenni il concetto è rimasto confinato all'ambito accademico, anche a causa della resistenza della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) statunitense, che bloccava i contratti legati a sport ed elezioni per separare il trading finanziario in stile Wall Street dal gioco d'azzardo.
Il meccanismo dei contratti binari
Il funzionamento pratico è relativamente semplice da descrivere, meno semplice da inquadrare giuridicamente. La piattaforma mette in vendita contratti che pagano un dollaro se la previsione si rivela corretta e zero in caso contrario; i prezzi oscillano man mano che gli operatori, valutando la probabilità dei diversi esiti, li comprano e li vendono. Se un contratto legato a un determinato evento viene scambiato a 41 centesimi, il sito indica una probabilità del 41% che quell'evento si verifichi. È lo stesso principio che regge i mercati delle opzioni finanziarie, applicato a eventi del mondo reale invece che a titoli quotati.
Gli scambi avvengono in criptovalute, e questo è uno dei punti su cui la piattaforma ha sempre insistito per differenziarsi dal gioco d'azzardo tradizionale. Secondo Coplan, la sua azienda non gestisce un casinò ma una sorta di "macchina globale della verità", capace di aggregare informazione distribuita in un prezzo unico e verificabile. I sostenitori della piattaforma parlano con entusiasmo del potenziale della "saggezza della folla", sostenendo che chi mette in gioco i propri soldi ha più probabilità di avere ragione rispetto a esperti e commentatori.
Sul piano commerciale, il modello resta però anomalo per una società di questa scala: nonostante la valutazione elevata, la piattaforma non genera quasi ricavi, avendo mantenuto le commissioni a zero nella quasi totalità dei mercati, nel tentativo di attirare più utenti. È una strategia da startup in fase di crescita, non da operatore di gioco che vive di margini sulle puntate.
La crescita e le valutazioni miliardarie
Il percorso finanziario di Polymarket racconta più di ogni altra cosa quanto il settore si sia surriscaldato in pochi anni. Nel 2024 la società ha chiuso un round da 55 milioni di dollari a una valutazione di 350 milioni, seguito nel 2025 da un round da 150 milioni guidato da Founders Fund a una valutazione di 1,2 miliardi.
Il salto più rilevante è arrivato con l'accordo con Intercontinental Exchange, società madre del New York Stock Exchange, disposta a investire fino a 2 miliardi di dollari a una valutazione post-money di 9 miliardi. Più di recente, Polymarket e Kalshi hanno avviato colloqui con potenziali investitori per round che potrebbero portare la valutazione di ciascuna azienda intorno ai 20 miliardi di dollari.
Numeri che spiegano perché un'operazione nata come esperimento su un forum di appassionati di criptovalute sia oggi seguita da fondi istituzionali, banche d'affari e regolatori di mezzo mondo con la stessa attenzione riservata a un unicorno tecnologico maturo.
Perché l'ADM considera Polymarket un operatore di scommesse
Il nodo centrale della vicenda italiana, e il motivo per cui vale la pena seguirla anche fuori dai confini nazionali, riguarda proprio la definizione giuridica dell'attività. ADM è l'autorità italiana che regola il gioco online e mantiene un registro ufficiale dei domini bloccati; l'inserimento in questa lista impone obblighi ai provider di connettività secondo le norme nazionali e il relativo decreto direttoriale, richiamato ogni volta che l'agenzia dispone un'inibizione tecnica.
La posizione di Polymarket resta l'opposto e la piattaforma sostiene che si tratta di un mercato di previsione basato sullo scambio di quote tra utenti, non di un sito di scommesse tradizionali. È una distinzione che negli Stati Uniti ha già prodotto scontri concreti con il regolatore: la CFTC ha stabilito in passato che Polymarket fosse una borsa non registrata, inadempiente rispetto a diverse regole dell'agenzia, incluse le tutele contro l'abuso di mercato. La stessa tensione, tra vocazione da mercato finanziario e sostanza da scommessa, è oggi al centro del caso italiano, senza che nessuna delle due letture abbia finora prevalso in modo definitivo davanti a un tribunale.
Sponsorizzazioni sotto osservazione: il caso Lazio
Il blocco ha ricadute che vanno oltre l'accesso al sito. Il punto più delicato della nuova fase riguarda gli accordi commerciali firmati dalla società negli ultimi mesi, a partire dalla sponsorizzazione da 22 milioni di dollari con la S.S. Lazio, accordo valido dalla stagione in corso fino a quella 2027/2028. Se l'attività di Polymarket viene equiparata a quella di un operatore di scommesse non autorizzato, la sponsorizzazione sportiva rientra nel perimetro delle norme italiane che limitano la pubblicità del gioco d'azzardo, con conseguenze potenziali sulla tenuta stessa del contratto.
Non si tratta di un dettaglio marginale per il settore finanziario: mostra come l'inquadramento normativo di un prodotto, prediction market o scommessa che sia, si traduca rapidamente in effetti concreti su ricavi, partnership e strategie di marketing di aziende quotate o prossime alla quotazione.
I mercati politici e i sospetti di insider trading
La crescita di Polymarket è stata accompagnata anche da episodi che hanno alimentato la diffidenza dei regolatori. In occasione degli attacchi contro l'Iran del febbraio 2026, sulla piattaforma erano stati scambiati 529 milioni di dollari su contratti relativi alla tempistica dei raid e altri 150 milioni sull'uscita di scena della guida suprema iraniana, e sei account, finanziati poche ore prima dell'operazione, avrebbero ottenuto profitti complessivi per 1,2 milioni di dollari, alimentando sospetti sull'uso di informazioni riservate. Un caso ancora più eclatante ha riguardato il Venezuela, dove un militare statunitense è stato accusato di avere usato informazioni classificate sull'operazione contro Nicolás Maduro per guadagnare circa 400mila dollari.
Episodi come questi spiegano perché il settore attiri contemporaneamente capitali istituzionali e attenzione investigativa: un mercato che promette di "prezzare la verità" diventa, per definizione, anche un incentivo economico diretto per chiunque disponga di informazioni riservate su eventi geopolitici sensibili.
Cosa possono fare ora gli utenti italiani
Sul piano pratico, il blocco tecnico impedisce l'accesso diretto dall'Italia, ma non elimina il tema dell'aggiramento tramite reti private virtuali. Nei termini d'uso del servizio è scritto chiaramente che gli utenti italiani non possono utilizzare la piattaforma e che è vietato eludere le restrizioni con una VPN, una clausola che espone comunque chi la aggira a un utilizzo del servizio fuori dai termini contrattuali accettati, oltre che a un prodotto privo di qualunque tutela prevista dalla normativa italiana sul gioco a distanza.
Va ricordato che l'assenza di autorizzazione ADM significa, in concreto, nessuna protezione in caso di controversie, blocco dei fondi o comportamenti scorretti della piattaforma nei confronti dell'utente italiano.
Il nodo che resta aperto
La vicenda Polymarket, in Italia come negli Stati Uniti, mostra un problema più ampio che riguarderà probabilmente ogni nuovo prodotto finanziario costruito su blockchain e criptovalute: le categorie giuridiche esistenti, pensate per distinguere borse regolamentate, scommesse sportive e giochi d'azzardo, faticano ad assorbire strumenti che condividono elementi di tutte e tre.
Finché un tribunale, italiano o europeo, non stabilirà con chiarezza dove finisce l'informazione di mercato e dove inizia la scommessa, ogni nuovo round di finanziamento miliardario continuerà a convivere con il rischio concreto di un oscuramento amministrativo nel giro di poche settimane.