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Pensione, occhio a quello che firmi | INPS può bloccarla per 6 mesi: stai alla larga dal “documento maledetto”

No firma

Attenti a quella firma! (canva.com) - www.financecue.it

Come una firma informata possa bloccare la pensione per mesi; l’importanza della consapevolezza e vigilanza giuridica.

Indubbiamente, il sistema pensionistico riveste un’importanza che va oltre la semplice funzione economica: esso rappresenta, per la maggior parte delle persone, sicurezza materiale e riconoscimento ufficiale di un percorso lavorativo dedicato al servizio dello Stato.

L’accesso alla pensione rappresenta quindi un cambiamento importante nella propria vita, ricco di significati simbolici e di opportunità future, in quanto dovrebbe indirizzare la persona verso una fase di vita caratterizzata da nuove possibilità.

Tuttavia, questa transizione può essere ostacolata da aspetti burocratici che diventano causa di vulnerabilità per la persona, in grado di influenzare significativamente la fiducia nel nostro sistema di welfare.

Il caso che analizzeremo illustra infatti come il diritto alla pensione, sebbene sia ufficialmente non trasferibile, risulti soggetto a difficoltà burocratiche che possono mettere a rischio il suo reale accesso.

Un caso che fa riflettere

La vicenda narrata dalla redazione di Valdarno 24 fà riflettere: un sessantaseienne, in pensione dal 2021 grazie a quota 100, aveva deciso di dedicarsi interamente a una delle sue passioni: il calcio giovanile. Tutto appariva scorrere senza problemi, fino a settembre 2023, quando i vertici dell’azienda gli richiedono di sottoscrivere un documento per l’emissione di un rimborso spese. Ritenendo che si trattasse di un’intesa analoga a quelle stipulate in precedenza, appone la sua firma; tuttavia, il documento non era quello ordinario: anziché un semplice rimborso, costituiva un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, dell’importo di circa 2. 000 euro annuali.

Questo particolare, che sembrava insignificante, è diventato un boomerang! L’INPS, dopo aver verificato l’incompatibilità tra la pensione ricevuta e il reddito proveniente dal contratto, ha determinato di sospendere la pensione per un periodo di sei mesi, da giugno a dicembre 2024. In aggiunta, all’uomo è stato chiesto di restituire tutte le mensilità ricevute dal 2023 fino a metà del 2024, per un importo complessivo di circa 42. 000 euro! La situazione è ulteriormente deteriorata con il modello CUD 101 proveniente dal contratto, il quale ha influenzato la dichiarazione dei redditi, provocando un conguaglio fiscale di circa 700 euro.

Pensione pagamento
Amministrazione irremovibile (canva.com) – www.financecue.it

Una questione di precisione

Per ottenere giustizia, riporta la fonte, il pensionato ha contattato i patronati, presentato un ricorso all’Istituto di previdenza e ha avviato un’azione legale. Tuttavia, ogni sforzo si è rivelato attualmente inutile: non vi è stata alcuna retrocessione da parte dell’INPS e nessuna opportunità di recuperare le somme perse.

La storia, descritta da Valdarno 24, evidenzia la rigidità dell’Amministrazione e l’importanza di prestare attenzione a ciascuna firma. Un unico documento “maledetto”, firmato con sincerità, è stato sufficiente a far scattare una reazione a catena distruttiva, in grado di mettere a rischio la stabilità economica e la sicurezza personale edificati dopo anni di impegno.