Crisi in Paraguay

Ueno Bank, il crac che travolge Peña: cosa sta succedendo in Paraguay

Peña ha presentato le dimissioni ma resta in carica e oggi lo giudica il Senato. Tre milioni di clienti bloccati e fino a 850 milioni di dollari pubblici in gioco.

06 novembre 2026 10:25
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Il 5 novembre 2026 il presidente del Paraguay, Santiago Peña, ha annunciato con un video sui propri canali social di voler lasciare l'incarico, dopo che il crollo di Ueno Bank aveva bloccato i conti di quasi tre milioni di clienti in un Paese che, secondo i dati riportati dall'agenzia EFE, conta 6,1 milioni di abitanti. Le dimissioni sono state depositate in Congresso, ma la sessione bicamerale convocata per accettarle è saltata per mancanza del numero legale. Alla mattina del 6 novembre Peña resta quindi presidente a tutti gli effetti, e deve presentarsi davanti al Senato, che la sera prima ha aperto contro di lui un giudizio politico per cattivo esercizio delle funzioni.

Per capire come si sia arrivati a questo punto in meno di una settimana bisogna partire da una banca digitale che ha cominciato a operare come tale soltanto a dicembre 2023, e da un intreccio di rapporti tra il gruppo che la controllava, il vertice della Banca centrale e la presidenza della Repubblica.

Punti chiave

  • Il Banco Central del Paraguay ha avviato il 2 novembre 2026 la risoluzione di Ueno Bank, dopo aver accertato un indice di solvibilità inferiore alla metà del minimo legale.

  • Santiago Peña ha presentato le dimissioni il 5 novembre, ma il Congresso non le ha votate per mancanza del numero legale e il presidente resta in carica durante il giudizio politico.

  • La Camera dei deputati ha approvato l'accusa contro Peña con 78 voti su 78 e per la destituzione in Senato servono almeno 30 voti su 45.

  • Ueno custodiva tra 800 e 862 milioni di dollari di fondi pubblici a seconda della fonte, di cui tra 348,5 e 380 milioni riconducibili al fondo previdenziale IPS.

  • Il fondo di garanzia copre fino a 228,3 milioni di guaraní per depositante, circa 38.000 dollari, una soglia che secondo le stime preliminari protegge per intero il 97% dei clienti.

  • La Procura ha imputato 27 persone, otto dirigenti sono in stato di arresto e per il fondatore Miguel Vázquez è stata chiesta la custodia cautelare in carcere.

Una settimana che ha cambiato il Paese

Il primo segnale arriva il 29 ottobre

Secondo la ricostruzione pubblicata da Infobae, la crisi è cominciata formalmente il 29 ottobre, quando Ueno ha comunicato al Banco Central del Paraguay (BCP) di non essere in grado di ricostituire circa 70 milioni di dollari prelevati dalla propria riserva obbligatoria, quella quota di depositi che ogni banca deve tenere ferma presso l'autorità monetaria. Per un istituto che pochi giorni prima aveva annunciato un aumento di capitale da 100 milioni di dollari, metà dalla holding e metà da investitori privati locali come riferito dall'Associated Press, era un segnale difficile da ignorare.

La risoluzione decisa dal direttorio del BCP

Con una delibera datata 2 novembre e approvata all'unanimità, il direttorio della Banca centrale ha avviato il procedimento di risoluzione di Ueno Bank. Il comunicato ufficiale del BCP, diffuso nella notte tra il 2 e il 3 novembre, spiega che l'indice di solvibilità della banca era sceso sotto la metà del minimo richiesto, come conseguenza delle rettifiche apportate ai bilanci durante il processo di regolarizzazione. La base giuridica è la legge 2334 del 2003 sulla garanzia dei depositi e sulla risoluzione degli intermediari finanziari. La Soprintendenza bancaria nomina gli interventori, che hanno il compito di verificare la situazione patrimoniale e di preservare gli attivi.

La distanza tra il prima e il dopo è il dato che colpisce di più. Il quotidiano argentino El Cronista ricorda che a marzo 2026 Ueno dichiarava un coefficiente di capitale totale del 15,01%, contro un minimo regolamentare del 12%. Sette mesi dopo, una volta corretti i conti, l'indice di solvibilità risultava sotto la metà della soglia minima. Nello stesso comunicato la Banca centrale ha insistito sul fatto che si tratta di un caso circoscritto, senza riflessi generalizzati sul sistema finanziario paraguaiano.

Dal 3 novembre app, carte e sportelli di Ueno hanno smesso di funzionare. Davanti alle filiali chiuse, sorvegliate dalla polizia, si sono radunati correntisti e pensionati che ricevono l'assegno attraverso la banca, mentre gruppi di attivisti organizzavano manifestazioni davanti al Congresso e alla residenza presidenziale.

Che cosa era Ueno Bank

Ueno ha origine nella Financiera El Comercio, una società finanziaria paraguaiana acquistata dal Grupo Vázquez nel 2021. Nel novembre 2023 il BCP ne ha autorizzato la trasformazione in banca, e l'attività bancaria vera e propria è cominciata a dicembre dello stesso anno. Il modello era quello della banca digitale, con apertura del conto dallo smartphone e una forte presenza nei pagamenti quotidiani.

La crescita è stata rapidissima. L'agenzia di rating FIX SCR contava 2,7 milioni di clienti a dicembre 2025, e la stessa Ueno ha dichiarato di aver raggiunto quota tre milioni nell'ottobre 2026. L'Associated Press calcola che si tratti di circa il 60% della popolazione adulta del Paese. Sempre secondo FIX, a fine 2025 Ueno era il quinto istituto privato del Paraguay, con l'8,9% dei depositi e il 5,9% dei crediti del sistema.

I problemi non sono emersi all'improvviso; infatti, la Soprintendenza bancaria aveva notificato alla banca il 5 giugno 2026 il superamento del limite sui crediti a parti correlate, cioè i prestiti concessi a soggetti legati agli azionisti. È una delle regole più rigide della vigilanza bancaria in qualunque ordinamento, perché impedisce ai proprietari di usare i risparmi dei clienti per finanziare le proprie aziende. Il quotidiano ABC Color, citando la relazione tecnica della vigilanza, riferisce che Ueno avrebbe canalizzato verso imprese collegate al gruppo circa 146 milioni di dollari. A ottobre Fitch Ratings aveva portato a negativo l'outlook sulla banca, citando la crescita accelerata del bilancio e l'elevato peso degli attivi immateriali.

I fondi pubblici e il nodo delle pensioni

Il dettaglio che ha trasformato una crisi bancaria in una crisi di governo riguarda il denaro dello Stato. Ueno custodiva una quota molto ampia di fondi pubblici, e lo stesso presidente della banca, Juan Manuel Gustale, aveva dichiarato nell'ottobre 2026 che il denaro pubblico rappresentava circa un quarto dei depositi.

Le fonti però non coincidono sulle cifre esatte. Reuters e l'Associated Press parlano di una somma compresa tra 800 e 850 milioni di dollari. Secondo i dati della Direzione generale del Tesoro del Ministero dell'Economia, riportati da El Cronista, lo Stato e l'Istituto di previdenza sociale avevano circa 862 milioni di dollari depositati in Ueno a luglio 2026. ABC Color, sulla base delle tabelle dello stesso ministero, indicava a settembre circa 855 milioni, con un aumento di quasi 20 milioni rispetto ad agosto, in un periodo in cui il Senato chiedeva già chiarimenti sulla banca.

Quanto pesa l'esposizione dell'IPS

La parte più delicata riguarda l'Instituto de Previsión Social (IPS), l'ente statale che gestisce pensioni e sanità della maggior parte dei lavoratori dipendenti. Anche qui circolano tre numeri. L'Associated Press riporta circa 380 milioni di dollari. La direttrice finanziaria dell'IPS, Gladys Vera, ha indicato una cifra di circa 355 milioni, come riporta l'EFE, pari al 9% degli investimenti dell'istituto. I registri dell'IPS citati da El Cronista segnalano invece 348,5 milioni tra depositi e investimenti alla fine di settembre. Nessuna delle fonti chiarisce se le cifre si riferiscano alla stessa data e allo stesso insieme di strumenti, tra depositi, obbligazioni e altri investimenti.

L'IPS ha assicurato che le pensioni saranno pagate regolarmente e ha annunciato il trasferimento a un'altra banca dei circa 32.000 pensionati che riscuotevano l'assegno tramite Ueno, oltre a un'azione legale per recuperare l'investimento. Secondo ABC Color, una volta esaurita la copertura del fondo di garanzia, nell'ordine di rimborso con gli attivi della banca l'IPS viene prima dei grandi risparmiatori privati.

Il rapporto tra Peña e il Grupo Vázquez

Ritratto ufficiale di Santiago Peña
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Ritratto ufficiale di Santiago Peña

Le accuse politiche contro Peña poggiano su due fatti documentati e il primo è societario. Reuters scrive che il presidente è stato socio in affari del Grupo Vázquez fino a marzo 2025, cioè per circa diciannove mesi dopo l'insediamento del 15 agosto 2023. Le quote erano in Ueno Holding, la società che ha preso il posto della vecchia Credicentro e il cui principale azionista è lo stesso Grupo Vázquez. Peña ha annunciato il 4 aprile 2025 di aver venduto la propria partecipazione alla fine di marzo. La banca, dal canto suo, ha sempre sostenuto che il presidente non è mai stato azionista o investitore dell'istituto di credito in senso stretto.

Il secondo fatto riguarda la Banca centrale. Poco dopo l'insediamento Peña ha nominato alla guida del BCP Carlos Carvallo, che fino ad agosto 2023 era stato presidente di Ueno, come la società ha confermato a Reuters. I critici hanno parlato fin da subito di conflitto d'interessi, mentre il BCP ha sempre risposto che Carvallo si era astenuto da ogni decisione relativa a Ueno. Il 3 novembre Carvallo ha presentato le dimissioni su richiesta dello stesso Peña, dichiarando che il passo indietro avrebbe ridotto il rumore politico intorno all'istituto. Il 4 novembre il presidente ha indicato come nuovo governatore l'economista ed ex ministro Raúl Vera Bogado, mentre la guida ad interim è passata a Liana Caballero.

L'Associated Press ricorda che in passato Peña aveva più volte respinto i dubbi sui conti della banca, accusando la stampa di allarmismo. Dopo l'intervento della Banca centrale ha promesso che i responsabili ne risponderanno davanti alla giustizia senza eccezioni. Sul piano penale, il quotidiano panamense La Estrella de Panamá precisa che Peña non figura tra le persone imputate nell'inchiesta su Ueno e che le contestazioni politiche, per ora, non equivalgono a una responsabilità penale. La Procura ha però comunicato che un gruppo di parlamentari ha esteso una denuncia contro di lui presentata nell'ottobre 2025, aggiungendo i fatti legati alla vigilanza su Ueno e al deposito di fondi pubblici nella banca.

Dalle dimissioni annunciate al giudizio politico

La sequenza politica si è consumata in quarantotto ore. Il 4 novembre 35 deputati hanno presentato richieste di giudizio politico contro Peña e contro il vicepresidente Pedro Alliana. La mattina del 5 novembre è arrivata la presa di posizione che ha cambiato i rapporti di forza. Horacio Cartes, ex presidente della Repubblica e presidente dell'Asociación Nacional Republicana, il Partido Colorado che dal 1947 ha governato il Paraguay in tutti gli anni tranne cinque, ha annunciato su X che il partito avrebbe sostenuto il giudizio politico per ristabilire l'ordine istituzionale. Cartes era stato lo sponsor della candidatura di Peña nel 2023.

Poche ore dopo Peña ha diffuso il video con l'annuncio delle dimissioni. Nel messaggio ha richiamato la stabilità del Paese e la pace sociale, e ha chiesto che il fondo di garanzia dei depositi restituisca al più presto il denaro ai risparmiatori. La Camera dei deputati ha comunque proseguito la seduta e ha approvato l'atto d'accusa all'unanimità, con 78 voti favorevoli. Con 48 voti dei deputati colorados, invece, ha archiviato la richiesta di giudizio politico contro Alliana.

Perché le dimissioni non sono state accettate

L'articolo 202 della Costituzione paraguaiana attribuisce al Congresso il potere di accettare o respingere le dimissioni del presidente. La seduta convocata per votarle non ha raggiunto il numero legale. Secondo Infobae, a lasciare l'aula sono stati i parlamentari colorados favorevoli ad accettare le dimissioni, quando si sono resi conto di essere in minoranza. Il risultato è una situazione insolita, con un presidente dimissionario che resta in carica mentre il Senato lo processa.

La posta in gioco va oltre la forma. Come ricordano CNN en Español e La Tercera, se il Congresso accettasse le dimissioni Peña manterrebbe lo status di senatore a vita previsto per gli ex presidenti, con le relative immunità. Una destituzione al termine del giudizio politico gli farebbe invece perdere quel seggio e la protezione che lo accompagna. È questo il motivo per cui l'opposizione ha preferito andare avanti con il procedimento anziché chiudere la partita con le dimissioni.

Che cosa decide il Senato

Il giudizio politico è regolato dall'articolo 225 della Costituzione. La Camera dei deputati accusa, il Senato giudica. La Camera alta ha avviato il procedimento alle 19.45 del 5 novembre con l'esposizione dei deputati nominati accusatori e ha convocato Peña per le 10 di venerdì 6 novembre, ora di Asunción (le 14 in Italia), per la sua difesa. Peña ha fatto sapere che si presenterà con argomenti e prove. Per la destituzione servono almeno 30 voti su 45 senatori, cioè la maggioranza dei due terzi.

Chi è Pedro Alliana

Se Peña lasciasse l'incarico, per dimissioni accettate o per destituzione, la Costituzione prevede che il vicepresidente subentri senza nuove elezioni né designazioni da parte del Congresso, come ricorda il quotidiano Última Hora. Alliana, nato a Pilar nel 1974, è stato governatore, deputato, presidente della Camera e presidente del Partido Colorado. Completerebbe il mandato fino ad agosto 2028. L'Associated Press riferisce che all'inizio della settimana aveva messo in pausa la propria candidatura alle presidenziali del 2028, citando proprio la crisi di Ueno. Con il suo eventuale insediamento resterebbe vacante la vicepresidenza, che spetterebbe al Congresso coprire.

L'inchiesta della Procura

Il 3 novembre la Procura specializzata in reati economici e anticorruzione ha emesso un ordine di arresto per otto dirigenti di Ueno, nell'ambito di un'indagine per infedeltà patrimoniale (la figura che nel diritto paraguaiano si chiama lesión de confianza) e altri reati finanziari. Tra loro ci sono il presidente Juan Manuel Gustale Cardoni e il vicepresidente primo Federico Miguel Vázquez Villasanti, fondatore della banca e principale esponente del Grupo Vázquez. Secondo il quotidiano La Nación di Asunción, entro il 4 novembre tutti e otto si erano consegnati alla polizia.

In un comunicato ripreso dall'EFE, la Procura ha reso noto di aver imputato in tutto 27 persone per presunte irregolarità relative a operazioni svolte tra il 2025 e il 2026, con prestiti e scoperti concessi a società dello stesso gruppo economico in condizioni lontane dai normali criteri di valutazione del rischio di credito. Per Vázquez i pubblici ministeri hanno chiesto la custodia cautelare in carcere, per gli altri sette dirigenti gli arresti domiciliari. Secondo ABC Color, Vázquez e altri due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Cosa succede ai correntisti

La legge paraguaiana prevede un Fondo de Garantía de Depósitos che copre fino a 75 salari minimi per depositante, pari a 228,3 milioni di guaraní, circa 38.000 dollari. Secondo le stime preliminari citate dal consigliere del BCP Marco Aurelio González, questa soglia basta a coprire per intero i saldi di circa il 97% dei clienti di Ueno. La legge fissa un termine di 15 giorni dall'intervento per i rimborsi, prorogabile una sola volta per altri 15.

Per accelerare i tempi, il Congresso ha approvato con procedura d'urgenza una legge, promulgata da Peña il 4 novembre con il numero 7755, che consente un anticipo fino a 40 salari minimi, circa 121,7 milioni di guaraní. La Banca centrale ha organizzato i rimborsi a scaglioni. Nella prima fase vengono pagati i depositanti con saldi fino a 10 milioni di guaraní, circa 1.700 dollari, al netto di eventuali debiti verso la banca, attraverso un istituto assegnato a ciascun cliente. Chi ha un saldo inferiore a quella soglia recupera tutto subito. Le persone fisiche e giuridiche collegate alla banca sono escluse dalla garanzia e devono restituire entro 24 ore eventuali somme ricevute per errore.

Più incerta è la sorte di chi supera il tetto di garanzia. Il BCP, come riferisce l'Associated Press, si è limitato a promettere la massima protezione possibile, senza garantire il rimborso integrale. Per questi creditori conteranno gli attivi che gli interventori riusciranno a recuperare, e la stessa Banca centrale ha chiesto il sequestro di tutti i beni dell'entità.

L'impatto su moneta, debito e reputazione

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I mercati hanno reagito in fretta. Infobae riporta che il dollaro è passato da 5.661 guaraní del 28 ottobre a 6.160 guaraní una settimana dopo, con un deprezzamento della moneta locale dell'8,8%. Nello stesso periodo il rischio Paese misurato dall'indice di JP Morgan è salito da 119 a 138 punti base. Reuters segnala che la vicenda pesava già da mesi sulle obbligazioni in dollari di Ueno con scadenza 2031 e sui titoli sovrani del Paraguay. La Borsa di Asunción ha sospeso la negoziazione dei titoli di debito della banca, mentre la società di intermediazione mobiliare Ueno Casa de Bolsa, secondo Infobae, opera in modo separato e non rientra nella risoluzione.

Il colpo è anche reputazionale. Il Paraguay aveva da poco ottenuto il giudizio di investment grade da Moody's e da S&P, un traguardo che il governo Peña presentava come prova della stabilità macroeconomica e della capacità di attrarre capitali, in buona parte brasiliani. L'Associated Press ricorda però che nell'indice di percezione della corruzione 2025 di Transparency International il Paese si colloca al 150° posto su 182. L'Unión Industrial Paraguaya ha espresso preoccupazione per la semiparalisi delle catene di pagamento commerciali, perché il blocco istantaneo di carte e servizi digitali ha interrotto i flussi di migliaia di esercenti e fornitori.

Prima dell'intervento, la Asociación de Bancos del Paraguay, che riunisce 14 banche private, aveva giudicato incomplete le risposte del BCP sul caso, come riportato da Reuters. Dopo la risoluzione la stessa associazione ha difeso la solidità e la liquidità del resto del sistema, sostenendo la lettura del caso isolato.

Quanto può pesare una banca digitale

Fuori dal Paraguay il caso viene letto soprattutto come un problema di governo delle banche digitali. Rhys Hicks, analista della società di ricerca GlobalData, ha osservato in dichiarazioni riportate da Infobae che le cause apparenti del crollo hanno poco a che fare con la tecnologia. Secondo Hicks il nodo sta nella governance. La banca digitale riduce drasticamente il costo di acquisizione dei clienti e i tempi di apertura dei conti, e consente di raccogliere depositi molto più in fretta di quanto maturino i controlli sul rischio e la base patrimoniale.

Quando una sola istituzione gestisce pagamenti e risparmi di una quota così ampia degli adulti di un Paese, ha aggiunto Hicks, il suo fallimento diventa un evento di fiducia pubblica qualunque sia la dimensione degli attivi. Nei numeri di FIX, Ueno raccoglieva meno del 9% dei depositi del sistema, eppure secondo l'Associated Press serviva circa sei adulti paraguaiani su dieci. È in questa sproporzione tra il peso nei bilanci e il peso nella vita quotidiana che un dissesto di dimensioni medie è riuscito a mettere in crisi la presidenza della Repubblica.

Domande frequenti

Perché la Banca centrale del Paraguay ha chiuso Ueno Bank?

Il Banco Central del Paraguay ha avviato la risoluzione di Ueno Bank il 2 novembre 2026 perché l'indice di solvibilità della banca era sceso sotto la metà del minimo richiesto dalla legge. Il calo è emerso dopo le rettifiche ai bilanci, in un contesto di prestiti eccessivi a società legate al Grupo Vázquez che controllava la banca.

Santiago Peña si è dimesso davvero da presidente del Paraguay?

Santiago Peña ha annunciato e depositato le dimissioni il 5 novembre 2026, ma il Congresso non le ha accettate perché la seduta è rimasta senza numero legale. Peña resta quindi formalmente presidente, mentre il Senato porta avanti il giudizio politico, che richiede 30 voti su 45 per la destituzione.

Che legame c'era tra Santiago Peña e Ueno Bank?

Secondo Reuters, Santiago Peña è stato socio del Grupo Vázquez, proprietario di Ueno Bank, fino a marzo 2025, attraverso quote in Ueno Holding. Peña aveva inoltre nominato a capo della Banca centrale Carlos Carvallo, ex presidente di Ueno. La banca sostiene che Peña non sia mai stato suo azionista diretto.

I correntisti di Ueno Bank perderanno i loro risparmi?

La maggior parte dei correntisti di Ueno Bank è protetta dal fondo di garanzia, che copre fino a 228,3 milioni di guaraní per persona, circa 38.000 dollari. Secondo le stime preliminari del BCP la copertura è integrale per il 97% dei clienti. Per i saldi più alti il rimborso dipenderà dagli attivi recuperati dagli interventori.

Quanti soldi delle pensioni pubbliche erano depositati in Ueno Bank?

L'esposizione del fondo previdenziale IPS verso Ueno Bank varia secondo la fonte. L'Associated Press indica circa 380 milioni di dollari, la direttrice finanziaria dell'IPS circa 355 milioni, pari al 9% degli investimenti, mentre i registri dell'istituto a fine settembre riportavano 348,5 milioni. Le pensioni, assicura l'IPS, continueranno a essere pagate regolarmente.

Chi diventerebbe presidente del Paraguay al posto di Peña?

Se Santiago Peña lasciasse l'incarico, per dimissioni accettate o per destituzione, la Costituzione del Paraguay prevede che subentri il vicepresidente Pedro Alliana, senza nuove elezioni. Alliana, ex presidente del Partido Colorado, completerebbe il mandato fino ad agosto 2028, e il Congresso dovrebbe poi designare un nuovo vicepresidente.

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