Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato il bando attuativo PRIN 2026, Progetti di Rilevante Interesse Nazionale, mettendo a disposizione del sistema universitario e degli enti di ricerca italiani un plafond complessivo di 260 milioni di euro.
Come riportato da ANSA, il bando, fortemente voluto dal ministro Anna Maria Bernini, ha cadenza triennale e si rivolge a progetti di ricerca fondamentale ad alta qualità scientifica, realizzati in forma collaborativa tra università, enti pubblici di ricerca e istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica). L’obiettivo dichiarato è rafforzare il sistema nazionale della ricerca, promuovere l’eccellenza scientifica e favorire la mobilità delle competenze sul territorio.
Una delle caratteristiche distintive del PRIN 2026 rispetto alle edizioni precedenti riguarda la composizione dei gruppi di ricerca: i progetti dovranno essere sviluppati da partenariati formati da un minimo di quattro a un massimo di sei unità di ricerca appartenenti ad atenei, enti o istituzioni differenti. Per la prima volta è inoltre prevista la possibilità di coinvolgere ricercatori e giovani studiosi non appartenenti all’istituzione capofila, con l’obiettivo di rafforzare la logica progettuale e favorire la circolazione delle competenze a livello nazionale.
Ogni progetto potrà ricevere un finanziamento compreso tra 1 e 1,2 milioni di euro. Una quota pari al 15% delle risorse totali è riservata a progetti presentati da ricercatori under 40 alla data di pubblicazione del bando. Il bando introduce anche deroghe ai limiti di età in caso di congedo di maternità, paternità o malattia di lunga durata, allineando così le procedure di selezione italiane agli standard europei.
Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 15:00 del 17 aprile 2026, con scadenza fissata alle ore 15:00 del 1° giugno 2026. Entro il 30 aprile saranno inoltre pubblicati altri due bandi innovativi, il PRIN Hybrid e il Synergy Grant, che amplieranno ulteriormente le opportunità di finanziamento per il mondo della ricerca.
L’operazione si inquadra in una strategia più ampia di stabilizzazione dei finanziamenti alla ricerca, con tempi certi per i bandi e un fondo unico che punta a garantire continuità alle università e agli enti coinvolti. Per chi opera nel settore dell’innovazione, della tecnologia e del trasferimento tecnologico, il PRIN 2026 rappresenta un’opportunità concreta di accesso a risorse pubbliche significative, con ricadute potenziali sull’ecosistema delle startup e delle PMI che collaborano con il mondo accademico.