Un contratto da 16,5 milioni di euro per la missione Lisa
Thales Alenia Space fornirà il sistema di propulsione per LISA, la missione spaziale dell’ESA che studierà le onde gravitazionali con una costellazione di tre satelliti in orbita eliocentrica.
Il contratto con OHB System vale 16,5 milioni di euro e rappresenta l’avvio operativo di una delle missioni più ambiziose della fisica contemporanea.
Un contratto da 16,5 milioni di euro per un traguardo scientifico senza precedenti
Il 26 gennaio 2026, Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), ha firmato un contratto del valore di 16,5 milioni di euro con OHB System, prime contractor per la missione LISA (Laser Interferometer Space Antenna). La collaborazione riguarda la progettazione, realizzazione e integrazione del Sottosistema di Propulsione del futuro osservatorio spaziale europeo.
LISA è una missione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) concepita per rilevare e studiare onde gravitazionali direttamente dallo spazio, attraverso un’interferometria laser condotta tra satelliti separati da milioni di chilometri. Sarà la prima missione orbitale al mondo dedicata a questo obiettivo e rappresenta uno dei pilastri del programma scientifico a lungo termine dell’ESA.
La struttura della missione: una costellazione a formazione triangolare
La configurazione di LISA prevede tre satelliti identici che voleranno in formazione triangolare equilatera, con lati lunghi 2,5 milioni di chilometri. Questa formazione orbiterà attorno al Sole, mantenendosi in una posizione stabile che segue o precede la Terra lungo la sua traiettoria orbitale.
Ciascun satellite ospiterà due masse di riferimento, sospese in modo da essere isolate da tutte le forze esterne, ad eccezione della gravità. Raggi laser scambiati tra i satelliti misureranno con estrema precisione gli spostamenti relativi di queste masse, individuando le increspature dello spaziotempo causate dal passaggio di onde gravitazionali.
Il ruolo di Thales Alenia Space e le fasi contrattuali
Nel dettaglio, Thales Alenia Space nel Regno Unito sarà responsabile della progettazione, integrazione e collaudo del sottosistema di propulsione, componente fondamentale per il posizionamento e il mantenimento della formazione satellitare durante la missione.
Il contratto da 16,5 milioni si riferisce alla Fase B2 del programma, ovvero la fase di definizione dettagliata del sistema. Seguiranno la Fase C (produzione e test) e la Fase D (integrazione e preparazione al lancio), che porteranno il valore complessivo dell’accordo a circa 89,5 milioni di euro.
Perché osservare le onde gravitazionali dallo spazio
Le onde gravitazionali sono fluttuazioni dello spaziotempo causate dall’accelerazione di oggetti estremamente massicci, come buchi neri, stelle di neutroni o interazioni cosmologiche primordiali. La loro esistenza fu prevista dalla teoria della relatività generale di Einstein e confermata sperimentalmente nel 2015 dalle antenne interferometriche terrestri come LIGO e Virgo.
Tuttavia, queste strutture a terra presentano limiti di sensibilità e copertura in frequenza, dovuti a rumori ambientali, sismicità e dimensioni contenute. LISA potrà superare questi limiti grazie all’assenza di disturbi terrestri e alla possibilità di operare su bande di frequenza più basse, dove si manifestano fenomeni gravitazionali altrimenti non osservabili.
La precisione richiesta: misurazioni inferiori a un atomo
I raggi laser emessi e ricevuti tra i satelliti permetteranno di misurare variazioni nella distanza tra le masse di riferimento con un’accuratezza dieci volte inferiore al diametro di un atomo. Questo livello di precisione è essenziale per rilevare onde gravitazionali di ampiezza estremamente ridotta, provenienti da eventi collisionali tra buchi neri supermassicci e interazioni galattiche profonde.
Il sistema dovrà garantire che le masse rimangano in caduta libera quasi perfetta per lunghi periodi, riducendo al minimo qualsiasi influenza esterna, comprese forze residue di radiazione solare, cariche elettrostatiche e vibrazioni meccaniche. Il sottosistema di propulsione contribuirà al mantenimento del corretto orientamento e della posizione relativa dei satelliti.
Orizzonti cosmologici: LISA e la scienza delle origini
Uno degli obiettivi scientifici principali della missione è osservare le onde gravitazionali generate da eventi accaduti prima della formazione delle stelle. Ciò permetterà agli scienziati di ottenere informazioni sulla struttura dell’universo primordiale, testando modelli di inflazione cosmica, materia oscura e gravità quantistica.
LISA sarà in grado di monitorare l’interazione tra sistemi binari di oggetti compatti (come nane bianche e stelle di neutroni), rilevare buchi neri supermassicci in fase di fusione e studiare la distribuzione della massa a grande scala nell’universo.
Il lancio previsto e il ruolo europeo
Il lancio dei tre satelliti LISA è programmato per il 2035, a bordo del lanciatore europeo Ariane 6. La missione sarà gestita in cooperazione tra ESA e le agenzie spaziali dei Paesi partner, con il coinvolgimento di industrie europee ad alta specializzazione nei settori dell’ottica di precisione, dell’interferometria e dei sistemi propulsivi spaziali.
La leadership europea in questo campo è il risultato di una lunga tradizione di ricerca nel settore dell’astrofisica gravitazionale, rafforzata dalla partecipazione congiunta a progetti pionieristici come eLISA e Pathfinder, predecessori tecnologici della missione attuale.
Una pietra miliare per la fisica fondamentale
Con LISA, l’Europa si prepara a lanciare un’infrastruttura orbitale capace di espandere le frontiere dell’osservazione astronomica. Il contributo di Thales Alenia Space alla missione, attraverso la fornitura del sistema propulsivo, evidenzia il ruolo strategico dell’industria italiana nella costruzione di missioni spaziali complesse e tecnologicamente all’avanguardia.
La realizzazione di un osservatorio gravitazionale spaziale apre un nuovo capitolo nella comprensione dell’universo, offrendo strumenti per investigare i fenomeni cosmici più estremi e lontani nel tempo, e ponendo le basi per una fisica dell’universo oscuro che integra osservazioni ottiche, radio e gravitazionali in un’unica visione coerente del cosmo.
