Le sigarette diventano più care a partire da oggi per effetto dell’aumento delle accise sul tabacco previsto dalla manovra fiscale.
Il primo rincaro riguarda i prodotti del gruppo Morris, mentre nei prossimi giorni l’adeguamento dei prezzi coinvolgerà anche le altre marche. Gli incrementi proseguiranno in modo progressivo fino al 2028 e interesseranno anche le sigarette elettroniche.
A partire da oggi entra in vigore il primo aumento dei prezzi delle sigarette, determinato dall’adeguamento delle accise deciso con l’ultima manovra economica. Il rincaro iniziale riguarda le cosiddette “bionde” del gruppo Morris, per le quali l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fissato un aumento pari a 30 centesimi a pacchetto. Tra i marchi interessati figurano Marlboro, Chesterfield, Merit, Diana e Muratti.
Per alcune varianti di Marlboro il prezzo al pubblico può arrivare fino a 6,80 euro a pacchetto. L’aggiornamento dei listini rappresenta il primo passaggio di una serie di rincari già programmati. Nei prossimi giorni i Monopoli provvederanno ad aggiornare anche i prezzi delle altre marche di sigarette commercializzate in Italia.
Gli aumenti non si esauriscono nel breve periodo. La normativa approvata stabilisce un incremento progressivo delle accise sul tabacco destinato a estendersi fino al 2028. Secondo le stime diffuse da Assoutenti, l’effetto complessivo della misura comporterà una maggiore spesa per i fumatori pari a 1,47 miliardi di euro nel triennio 2026–2028.
Il maggiore gettito per l’erario risulta distribuito su più anni: 213 milioni di euro nel 2026, 465,8 milioni nel 2027 e 796,9 milioni nel 2028. La tassazione sul tabacco rappresenta già una voce strutturale per le finanze pubbliche, pari a circa 15 miliardi di euro l’anno.
I listini aggiornati includono sigarette tradizionali, sigaretti, sigari, tabacco trinciato e altri tabacchi da fumo. Nella fase iniziale dell’aumento risultano esclusi i prodotti a tabacco riscaldato, come Terea, Glo e Ploom, per i quali è previsto un meccanismo di tassazione differenziato.
La Federazione Italiana Tabaccai ha comunicato che i prodotti riportati nel listino ufficiale subiranno una modifica tariffaria valida a partire dal 16 gennaio 2026, data che segna l’entrata in vigore operativa delle nuove aliquote previste dalla manovra.
La manovra fiscale introduce variazioni anche per i prodotti da inalazione senza combustione. Per i liquidi contenenti nicotina, il coefficiente di tassazione viene fissato al 18% nel 2026, al 20% nel 2027 e al 22% a partire dal 2028.
Per i liquidi privi di nicotina è prevista una tassazione inferiore ma anch’essa crescente: 13% nel 2026, 15% nel 2027 e 17% nel 2028. Le percentuali definiscono il quadro fiscale di riferimento per le sigarette elettroniche nei prossimi anni.
Nel dettaglio, l’accisa sulle sigarette passa da 29,50 euro per 1.000 sigarette nel 2025 a 32 euro nel 2026, per poi salire a 35,50 euro nel 2027 e a 38,50 euro nel 2028.
L’importo minimo dell’accisa sui sigaretti aumenta da 37 euro a 47 euro al chilogrammo convenzionale nel 2026, a 49 euro nel 2027 e a 51 euro dal 2028. Per il tabacco trinciato a taglio fino l’importo minimo sale da 148,50 euro a 161,50 euro nel 2026, 165,50 euro nel 2027 e 169,50 euro a partire dal 2028.
Secondo Assoutenti, l’incremento delle accise sul tabacco costituisce una delle principali leve fiscali utilizzate dallo Stato. L’aumento dei prezzi al pubblico garantisce un flusso aggiuntivo di entrate distribuite su più esercizi finanziari.
La manovra prevede anche una rideterminazione dei coefficienti di calcolo dell’accisa per i prodotti a tabacco riscaldato, inserendo questi articoli in un sistema fiscale più articolato e allineato a quello delle sigarette tradizionali.
Il tema degli aumenti delle accise sul tabacco si inserisce nel dibattito legato alla cosiddetta “sin tax”, la tassazione applicata ai prodotti associati a effetti negativi sulla salute. Diverse associazioni scientifiche e sanitarie chiedono da tempo interventi più incisivi sul piano fiscale.
A livello europeo è in discussione l’adozione di una direttiva che preveda rincari più omogenei tra i Paesi membri, allo scopo di ridurre le differenze di prezzo e rafforzare il ruolo della fiscalità come strumento di regolazione del mercato del tabacco.
Gli aumenti introdotti delineano un quadro normativo definito nel medio periodo, grazie a un calendario di incrementi già stabilito fino al 2028. La struttura progressiva delle accise consente una previsione chiara degli effetti economici per consumatori ed erario.
Nel contesto italiano il tabacco continua a rappresentare una fonte rilevante di entrate fiscali e un settore soggetto a costanti aggiornamenti normativi. Le modifiche attuali interessano sigarette tradizionali, prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche, ridefinendo in modo sistematico il regime fiscale applicato al comparto.