Niente più obbligo di mantenimento: ai soldi ci pensa il nuovo papà | Legge scritta nero su bianco

Genitori che discutono sempre (Canva) - financecue.it
Moltissimi padri si chiedono come preservare il rapporto col proprio figlio, e se l’assegno di mantenimento debbano versarglielo comunque.
Il divorzio rappresenta uno dei momenti più complessi e delicati nella vita di una persona. Non trattandosi solo della fine di un legame affettivo, ma anche di una trasformazione profonda che coinvolge l’identità personale, le abitudini quotidiane, e il futuro di entrambi i coniugi. Inoltre, le difficoltà emotive si intrecciano con quelle pratiche, rendendo il percorso particolarmente faticoso.
Dal punto di vista relazionale, il divorzio genera spesso tensioni, incomprensioni e conflitti che possono prolungarsi nel tempo. E questo vale soprattutto nei casi in cui vi siano figli i quali possono, appunto, risentire fortemente delle dinamiche familiari spezzate, e della gestione condivisa della genitorialità.
Accanto agli aspetti emotivi, si inseriscono poi quelli economici, altrettanto rilevanti. Poiché la separazione comporta spese legali, la necessità di mantenere due abitazioni; e non di rado, anche l’erogazione di assegni di mantenimento o contributi economici.
Infine, non bisogna trascurare il peso psicologico legato alla precarietà finanziaria, che può emergere dopo un divorzio. Dal momento che la riduzione del reddito disponibile, e la difficoltà a mantenere lo stesso tenore di vita, si configurano come sfide importanti che si sommano al già complesso percorso emotivo della separazione.
Il dubbio del genitore separato
Molti padri, si chiedono se il mantenimento sia ancora dovuto, quando il figlio inizia a chiamare “papà” il nuovo compagno della madre. E questo dubbio nasce dal timore che la nuova figura familiare possa sostituire il ruolo del genitore biologico, sia dal punto di vista affettivo che da quello economico. Tuttavia, la questione non è così semplice, e non può esser risolta con una sola parola pronunciata dal minore.
Secondo le spiegazioni di un avvocato, il diritto e l’obbligo di mantenimento non cessano solo perché il figlio attribuisce al compagno della madre, un appellativo affettuoso. Motivo per cui, l’assegno deve quindi continuare a esser versato, fino al raggiungimento di specifici requisiti stabiliti dalla legge, o da una sentenza; come l’indipendenza economica del figlio, o eventuali decisioni del giudice.
La figura paterna alternativa
Ciò che potrebbe destare attenzione è la presenza di una figura paterna sostitutiva che assuma, nella vita del minore, un ruolo costante e completo. E in questo caso, il padre biologico dovrebbe interrogarsi su come preservare il proprio legame con il figlio, affinché non venga messo in secondo piano o cancellato da un nuovo equilibrio familiare.
Infatti, oltre agli aspetti economici e legali, è fondamentale tutelare la serenità emotiva del bambino, dal momento che vedersi sovrapporre più figure genitoriali, può generare confusione e difficoltà psicologiche. Per questo motivo, è importante che il padre mantenga un rapporto sano e costruttivo con il figlio, cercando di proteggerlo da conflitti e tensioni familiari che potrebbero, appunto, compromettere il suo equilibrio.