Settore dell'intrattenimento: i danni da coronavirus

Il 2019 è stato un annodi grandi numeri per il settore dell’intrattenimento, specialmente per quantoriguarda la parte che concerne la settima arte. Più precisamente, Il botteghinoglobale ha incassato...

17 aprile 2020 01:12
Settore dell'intrattenimento: i danni da coronavirus -
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Il 2019 è stato un anno
di grandi numeri per il settore dell’intrattenimento, specialmente per quanto
riguarda la parte che concerne la settima arte. Più precisamente, Il botteghino
globale ha incassato oltre $41 miliardi durante l’anno passato, di cui $11.36
solo negli Stati Uniti.

Fonte: Statista

Tuttavia, l’industria cinematografica si è rivelata anch'essa sensibile ai problemi creati dal coronavirus, essendo che la produzione e il consumo dei suoi prodotti richiedono un raggruppamento di persone in spazi limitati. A causa della pandemia, infatti, i cinema sono chiusi, le produzioni si sono fermate e le uscite sono state posticipate.

Il problema potrebbe protrarsi
per l’intero anno, tutto dipende dalla diffusione del virus. Sussiste quindi la
probabilità che quest’anno cinematografico sia concluso, a soli 3 mesi e mezzo dall’inizio
del 2020.

Si stima che da inizio
anno a metà marzo il botteghino mondiale abbia rinunciato a un fatturato di
circa $7 miliardi. Eppure, le previsioni sono sempre più negative: entro fine maggio
i danni da COVID-19 per l’industria cinematografica potrebbero arrivare ad ammontare
a oltre $10 miliardi.

Coronavirus e intrattenimento in Italia

Secondo Statista, il famoso portale web di raccolta e analisi di dati, il settore dell’intrattenimento italiano, nella sola settimana che va dal 23 febbraio al 1 marzo, ha sofferto un calo della spesa totale per 23 milioni di euro rispetto alla stessa fascia stemporale nel 2019. Il segmento di mercato riguardante la proiezione cinematografica è quello che ha sopportato danni maggiori, con ben 7.3 milioni di euro di introiti risparmiati.

Fonte: Statista

I problemi a Hollywood

Dall’altra parte del
mondo, Hollywood stessa sta soffrendo milioni, ma non mancano anche i problemi
con le compagnie assicuratrici. Difatti, secondo Allianz, una delle maggiori
società di servizi di garanzia per l’industria dell’intrattenimento, gli studios
di Los Angeles hanno speso oltre $400 milioni in premi per la protezione
contro eventi imprevedibili e passibili di minare la produzione dei film.

L’istituto finanziario
tedesco e le altre aziende d’assicurazione come Aon e Chubb stanno attualmente
valutando quali richieste di risarcimento possono rifiutare, in quanto le
polizze concesse alle case produttrici di spettacoli televisivi solitamente coprono
fatti come incendi, incidenti e infortuni, non pandemie.

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